Saperi e Sapori: un percorso di incontri che intreccia memoria, legalità e comunità
Si è conclusa l’edizione primaverile della rassegna Saperi e Sapori, un ciclo di tre appuntamenti che ha trasformato il ristorante in uno spazio di incontro, ascolto e confronto. Tre serate diverse, unite da un filo comune: la volontà di intrecciare i sapori della convivialità e i saperi che aiutano a leggere il presente, coltivare memoria e costruire cittadinanza attiva. La rassegna è stata promossa da Libera Lombardia in collaborazione con Fiore Cucina in Libertà e la cooperativa Il Grigio, all’interno del progetto “Saperi, Sapori e Mestieri di Comunità”, finanziato da Regione Lombardia.
Il primo appuntamento ha avuto come protagonista Margherita Asta, referente regionale Memoria per l’Emilia-Romagna di Libera, testimone della strage di Pizzolungo, in cui il 2 aprile 1995 persero la vita sua madre Barbara Rizzo e i suoi fratelli gemelli Salvatore e Giuseppe. A Lecco, Margherita ha condiviso il suo impegno instancabile per la verità e la giustizia, portando una testimonianza intensa e necessaria, capace di trasformare il dolore in responsabilità collettiva. La serata è stata anche l’occasione per presentare il suo libro Sola con te in un futuro aprile, in dialogo con Lorenzo Frigerio, referente di Libera in Lombardia.
Il secondo incontro ha acceso i riflettori su un fenomeno spesso sottovalutato e percepito come marginale, ma che in realtà è profondamente radicato nella quotidianità anche locale: il gioco d’azzardo. Ospiti della serata sono stati Maria José Fava, membro della direzione nazionale di Libera, e Toni Mira in collegamento web, che hanno presentato il dossier Azzardomafie: numeri, storie e affari tra gioco legale e gioco criminale. Parlare di azzardo qui a Fiore ha significato interrogarsi non solo sui numeri, ma sulle ricadute concrete che questo sistema produce nelle vite delle persone, delle famiglie e dei territori, con un focus sulla Lombardia e la provincia di Lecco.
Il terzo appuntamento ha riportato al centro una domanda fondamentale: che cosa significa, concretamente, restituire alla collettività un bene confiscato alle mafie? A trent’anni dalla legge 109/96 sul riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati, la serata ha raccontato due esperienze che, come Fiore, hanno trasformato luoghi segnati dalla criminalità in spazi di lavoro, dignità e opportunità. Sono intervenuti Raffaele Pirovano, presidente della Cooperativa Paso fondatrice di Aracne Sartoria Sociale, e Giovanni Arzuffi, presidente della Cooperativa Tela, realtà che gestisce Osteria La Tela. La serata è stata un’occasione di raccolta fondi per il Fondo Paolo Cereda dedicato a progetti sociali sul territorio lecchese.
Insieme, questi tre eventi hanno dato forma ad una breve ma intensa esperienza di comunità: un tempo in cui le parole della testimonianza, dell’inchiesta e dell’impegno sociale hanno trovato casa attorno a un tavolo. Questo è il senso profondo di Fiore Cucina in Libertà: essere non solo un ristorante, ma uno spazio aperto, capace di accogliere storie, creare legami e generare nuovi immaginari futuri.









